
di Roberta
Stefani*
In un periodo di ricostruzione, nel paesino
siciliano di Giancaldo, le uniche distrazioni sono le proiezioni al
cinematografo gestito dal parroco del paese.
Nella stanza del proiettore nasce la profonda
amicizia, unita dalla stessa passione, tra Alfredo e il piccolo
Salvatore.
Alfredo accompagnerà Salvatore nelle tappe della
sua vita; dal primo amore con la bella e ricca Elena fino a dargli
in mano il cinema dopo che un incendio porterà Alfredo alla cecità.
Alfredo salverà il giovane, perso nel ricordo
del suo amore, convincendolo a lasciare la Sicilia senza farci più
ritorno e seguire i suoi sogni.
E così Salvatore partirà a cercare fortuna
fuori. Lo ritroviamo uomo e regista affermato di ritorno a Giancaldo
per i funerali di Alfredo. Gli anni sono passati e il Nuovo Cinema
Paradiso sta per essere demolito. Alfredo ha lasciato a Salvatore un
nastro con dentro montate tutte le scene che per anni il parroco gli
aveva fatto tagliare e che viste tutte insieme sprigionano in
Salvatore la bellezza del cinema immortale.
Porterei con me questo film perché è
semplicemente meraviglioso. Non ci sono parole che io sia capace di
utilizzare per spiegare la bellezza che vi trovo dentro. Amo una
frase pronunciata da Alfredo: “Ora che ho perso la vista, ci vedo di
più”. Riesco a credere nei sogni e penso che, inseguendoli e
credendoci, tutto è possibile.
* Iscritta al corso Autori
tv-giornalismo, anno accademico 2009-2010